Positivi al Covid: Senso di colpa, vergogna e paura del giudizio

a cura della Dr.ssa Valentina Nappo/ Psicologo – psicoterapeuta Napoli
I positivi al COVID si giustificano: “giuro di essere stato super-attento”, “ho rispettato tutte le indicazioni”, “non so come sia potuto succedere”.
Asintomatici e paucisintomatici soprattutto, si giustificano perché si sentono in colpa di avere contratto il virus, perché spesso sono gli altri a farli sentire in colpa e perché l’angoscia di averlo trasmesso ai familiari, magari proprio a quelli più a rischio, è intollerabile e toglie il respiro.
A volte, anche il fatto di non avere sviluppato sintomi o di avercela fatta, a differenza di tanti altri o di persone care che non sono sopravvissute alla malattia, può scatenare delle emozioni molto intense (per approfondimenti, vedi la Sindrome del sopravvissuto).
Non mi riferisco ai no-mask, ai negazionisti, agli sbruffoni che hanno agito in barba a tutte le misure anti-Covid e che pure sono finiti in ospedale, ma parlo di gente comune, della persona che probabilmente si è infettata sul posto di lavoro o andando al supermercato.
Sarà perché sono stati definiti “untori”, la sensazione dei positivi al COVID è che su di loro si riversi un fortissimo giudizio sociale, che la positività sia una colpa o un’attestazione di imprudenza e di irresponsabilità.
Gli effetti del senso di colpa e della paura del giudizio sono tanti: c’è chi si deprime, rintanandosi in una gabbia mentale fatta di auto-accuse; c’è chi, invece, vergognandosi cerca di “non dirlo in giro”, aggravando naturalmente la situazione..
Non è normale che ci si debba vergognare di essere malati.
Non è normale neanche doversene giustificare perché il RISCHIO ZERO NON ESISTE.
Esistono le precauzioni, quelle si.
di Redazione
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